Quando si parla di digitalizzazione, cloud, CRM, intelligenza artificiale e gestione dei dati, c’è un tema che spesso resta sullo sfondo: la sicurezza informatica. Non perché non sia importante, ma perché viene percepita come qualcosa di tecnico, distante, da affrontare solo “quando serve”. In realtà, oggi la cyber security riguarda sempre di più anche le PMI, che utilizzano strumenti digitali per lavorare, comunicare, vendere e gestire informazioni sensibili.
La sicurezza non è una sensazione, ma un dato misurabile
Tra novembre e dicembre 2025, VPGD ha deciso di sottoporsi a un assessment di cyber security in collaborazione con START4.0. La scelta nasce da una convinzione semplice: quando si parla di sicurezza, le percezioni contano poco. Servono dati, analisi e consapevolezza dello stato reale delle proprie infrastrutture digitali.
L’assessment ha restituito un quadro complessivamente positivo, con un livello di partenza superiore alla media delle PMI italiane. Un buon risultato, ma non una garanzia assoluta.
Perché un buon punteggio non basta
In ambito cyber, non esiste una situazione “definitivamente sicura”. Le tecnologie cambiano, le minacce evolvono e anche le organizzazioni si trasformano nel tempo. Ed è proprio qui che l’assessment diventa davvero utile: non come certificazione, ma come strumento di lettura critica.
L’analisi ha permesso di individuare alcune aree di miglioramento, legate sia agli aspetti tecnologici sia alle modalità operative quotidiane. Non si tratta di errori evidenti o falle macroscopiche, ma di quei punti che, se ignorati, possono diventare vulnerabilità nel medio-lungo periodo.
Dall’analisi alle scelte concrete: la tutela assicurativa
A seguito dell’assessment, sono state introdotte soluzioni mirate per rafforzare la sicurezza complessiva dell’infrastruttura hardware e software. Più che di singoli interventi tecnici, parliamo di un approccio che tiene insieme la protezione dei dati, una gestione più consapevole degli accessi e una maggiore cultura della sicurezza nel lavoro quotidiano.
In questo contesto di prevenzione attiva, si inserisce una scelta che VPGD porta avanti già da anni: la sottoscrizione di una polizza assicurativa specifica che tutela l’azienda e i suoi partner in caso di cyber attack o perdita di dati. Sebbene la tecnologia e il metodo riducano drasticamente il rischio, disporre di una copertura assicurativa rappresenta un ulteriore pilastro di affidabilità, garantendo continuità operativa anche di fronte a imprevisti critici.
Perché la cyber security non è solo una questione di strumenti, ma di abitudini, metodo e responsabilità.
Un impegno continuo e una responsabilità condivisa
Uno degli errori più comuni è pensare che la sicurezza informatica sia un problema solo per chi lavora nell’IT. In realtà, riguarda chiunque utilizzi il digitale come parte integrante del proprio business: email, CRM, cloud, dati dei clienti. Proteggerli non significa eliminare ogni rischio, ma ridurlo in modo consapevole.
Raccontare questo percorso non serve a dimostrare che “va tutto bene”, ma a ribadire un principio: la sicurezza informatica è un processo continuo, non un’azione una tantum. Per questo, in VPGD la consideriamo un investimento ricorrente, che cresce insieme all’evoluzione dei progetti e delle esigenze dei clienti.
Conclusioni: un consiglio per i nostri partner
Chi lavora nel digitale oggi ha una responsabilità in più: non solo far funzionare le cose, ma farle funzionare in modo affidabile nel tempo. Parlare di cyber security significa parlare di cura e prevenzione.
Per questo motivo, crediamo che l’adozione di una tutela assicurativa contro i rischi cyber non debba essere l’eccezione, ma lo standard per ogni realtà professionale. Il nostro consiglio ai clienti è quello di verificare sempre, all’inizio di una collaborazione, che l’azienda partner sia in possesso di adeguate tutele e assicurazioni informatiche. Scegliere partner che investono concretamente nella propria (e vostra) sicurezza è il primo passo per costruire progetti solidi, protetti e orientati al futuro.
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