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La pubblicità tradizionale diverrà preistoria... - VPGD Comunicazione

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C'era una volta la pubblicità tradizionale
Prima la stampa, poi la televisione: ecco quali sono stati i due veicoli maggiori di pubblicità, utilissimi alle aziende per conquistare la fiducia dei consumatori. In particolare, la tv ha avuto un notevole effetto sulla mentalità degli acquirenti, soprattutto tra gli anni '70 e '90: come non ricordare gli innumerevoli spot pubblicitari che passavano tutti i giorni, alcuni dei quali sono diventati veri e propri cult e che ancora oggi - che ci avviciniamo al terzo decennio del nuovo millennio - vengono ricordati con una certa nostalgia.

 

Al momento, la pubblicità non è stata ancora abbandonata, in quanto in tv e radio passa continuamente ed è ancora parte integrante della vita quotidiana, anche se i consumatori hanno avvertito un netto cambio di direzione rispetto al passato: gli spot hanno cambiato l'approccio con i consumatori, e i nuovi dettami del marketing hanno fatto sì che essi siano rivolti non più a mostrare le proprietà di un prodotto (come avveniva in passato) ma a evidenziare quali sono i bisogni del consumatore che quel preciso bene è in grado di soddisfare. L'approccio al prodotto, dunque, è stato sostituito da un approccio al consumatore.

 

Al di là di tutto questo, è doveroso sottolineare che solo al momento la pubblicità tradizionale esiste ancora, poiché il futuro in merito a questo potente ma datato strumento di comunicazione è nebuloso e incerto. E la colpa è da attribuire alle nuove tecnologie.

 

 

Le generazioni cresciute con pane e tecnologia
Gli anni 2000 hanno rappresentato una grandissima rivoluzione nella vita delle persone, e il merito è del passaggio dal vecchio al nuovo millennio il quale, simbolicamente, può essere inteso come la transizione da un mondo virtualmente sottosviluppato a uno ultraconnesso. In realtà, internet e i computer esistevano anche prima del 2000, ma è nel primo decennio del nuovo millennio che si sono diffusi su larga scala, al punto che oggi un laptop e una connessione internet non manca (quasi) in nessuna casa dei paesi industrializzati.

 

E tutto questo ha permesso la crescita di nuove generazioni di consumatori, che i marketers chiamano "Millennials" e "Post Millennials", le quali sono abituate alla tecnologia e hanno un'elevatissima capacità di adattamento ai nuovi strumenti proposti dall'innovazione.

 

Al giorno d'oggi sono i Millennials e i loro figli che detengono il maggiore potere d'acquisto, dunque le risorse delle aziende destinate alla promozione devono essere rivolte principalmente a loro.

 

Dunque, analizzando (in modo approssimativo, ma comunque realistico) le abitudini di queste nuove generazioni, si può di certo notare che l'acquisto dei giornali o l'utilizzo della tv sono decisamente in calo rispetto al passato.

 

Oggi tutto passa per il web: che si tratti di lavoro, studio o tempo libero, lo strumento quotidianamente utilizzato dalla maggior parte dei giovani e degli adulti è lo smartphone, seguito dal pc. E poiché il web è il contenitore di tutte le informazioni che interessano i consumatori, anche la pubblicità ha trovato il suo spazio.

 

 

La pubblicità 2.0: il content marketing
La pubblicità diffusa sul web è molto particolare, e si manifesta sotto diverse forme le quali vengono tutte racchiuse dal concetto di content marketing. Un'azienda che oggi non investe nel marketing dei contenuti sul web rischia gravemente di uscire dal mercato, in quanto è vero che il web è uno strumento apprezzato soprattutto dai giovani e giovanissimi, ma è anche vero che sta manifestando, negli anni, un certo appeal anche in consumatori che hanno superato una certa soglia d'età.

 

Tra le diverse forme di pubblicità che sono presenti in internet spicca quella relativa ai social network. La naturale evoluzione del web quale strumento di informazione e lavoro è stata l'utilizzo della rete come mezzo di comunicazione, attraverso la creazione di piattaforme social in cui diverse persone potessero condividere i propri interessi e pensieri.

 

Persino Google, arcinoto sito internet nato principalmente come motore di ricerca, negli ultimi anni si è adattato al grande exploit dei social network proponendo servizi di condivisione e comunicazione. E oggi siamo al punto in cui i capisaldi del settore pubblicitario sono proprio Google e Facebook, altra piattaforma social che conta su miliardi di utenti attivi ogni mese.

 

Secondo gli ultimi dati forniti da Statista, questi due siti internet detengono il 25% di tutti i ricavi pubblicitari totali dei media, con un fatturato relativo alle campagne pubblicitarie che supera i 100 milioni di dollari. Si tratta di un dato impressionante, che mostra con chiarezza quanto non solo la pubblicità sui social network sia proficua (se il fatturato dei due colossi americani è tanto elevato, evidentemente sono molte le aziende interessate a usufruire dei servizi, grazie a un ritorno della clientela notevole), ma anche come essa stia crescendo negli anni. Basti pensare che nel 2009 la somma dei ricavi pubblicitari totali dei media delle due aziende era al di sotto del 10%.

 

 

Prospettive future
Indagando nei profondi cambiamenti socio-economici che hanno interessato tutto il globo a partire dai primissimi anni del nuovo millennio è stato messo in evidenza come le preferenze dei consumatori siano cambiate e come la pubblicità - che un tempo prevedeva un livello minimo di interazione e un'attenzione passiva al flusso informativo - vi sia adattata, a causa delle nuove esigenze dei clienti e potenziali tali.

 

Poiché il settore pubblicitario è in continua evoluzione ed è così sensibile ai cambiamenti tecnologici, si può asserire che con molta probabilità la pubblicità tradizionale scomparirà. O, se resisterà, susciterà sempre meno interesse nei clienti.

 

È però giusto indagarsi in merito al destino del content marketing: gli ad sui social network resisteranno per molto? E avranno ancora la necessità di essere interattivi per suscitare l'interesse dei consumatori?

 

La risposta, come al solito, è nello sviluppo tecnologico. Ad oggi, le aziende stanno investendo milioni di dollari nello sviluppo dell'intelligenza artificiale da offrire ai propri clienti, come una sorta di assistente personale. Non è difficile immaginare che, in un futuro più o meno lontano, tutte le attività relative alla cura della casa e della persona vengano delegate a un sistema intelligente, il quale potrebbe essere in grado di effettuare gli acquisti al posto nostro e gestire tutte le finanze.

 

Ci si può aspettare che questi sistemi non saranno sensibili ai messaggi pubblicitari, in cui spesso spicca la componente emozionale: essi andranno semplicemente a cercare i prodotti più compatibili con la nostra persona, o più utili allo scopo. Dunque, in futuro potrebbe nascere un nuovo concetto di "pubblicità", a causa del quale le aziende dovranno semplicemente elencare tutte le caratteristiche del prodotto (in modo curiosamente simile al passato) al fine di rendere immediata la valutazione del prodotto da parte dei sistemi intelligenti.

 

Può sembrare fantascienza, ma vent'anni fa anche la comunicazione istantanea con una persona in un'altra area del mondo sembrava impossibile, eppure oggi è realtà.

 

Il mondo del marketing deve essere pronto al cambiamento, e le aziende devono mostrare un'alta capacità di adattamento alle esigenze dei clienti, per poter restare competitive sul mercato a lungo.





 

       

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