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Naming e identità: così hanno fatto i grandi

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Nati per calcolo o per genialità - ma mai per caso - i naming dei brand più importanti del mercato rispondono a tecniche creative diverse ma hanno un obiettivo comune: conquistare il nostro immaginario sin dal loro nome di battesimo.

Quali sono le strategie nascoste sotto? Scopriamone alcune.

Cominciamo da Google, che fino al 1998 si chiamava Backrub! Un nome ben più complesso da ricordare e molto meno espressivo dell’attuale Google, che fu mutuato e leggermente modificato nell’ortografia dal termine matematico Googol, che indica un numero molto grande. Il cambio fu estremamente positivo per l’azienda. Anche graficamente, la presenza della serie di ‘o’ nella parola Google risultò molto più efficace nel dare l’idea di un’infinità di informazioni e risorse disponibili.

Restando nell’ambito web, Yahoo!, invece, nasce da un grido di gioia e da una citazione letteraria dall’ultimo viaggio di Gulliver. La parola riesce bene a trasmettere la soddisfazione con cui un utente web può trovare quello che cerca usando il motore di ricerca Yahoo! Il naming comunica entusiasmo e senso di novità, sensazioni perfettamente in linea con lo spirito e la funzione del servizio.

Tutt’altro approccio per il marchio calzaturiero spagnolo Camper, che fa invece affidamento sulla tradizione. La parola camper in catalano vuol dire contadino e il marchio vuole riferirsi all’esperienza artigianale dei fondatori, presentando le scarpe come eredi delle calzature tipiche dei fattori di Maiorca. Contemporaneamente, però, il termine evoca il mondo del camping e richiama quindi una filosofia casual ed ecologica, che trasmette bene lo stile del marchio.

E poi c’è Geox, che unendo le parole geo (terra) alla x, lettera-simbolo della tecnologia, ha coniato un naming che ben rappresenta l’unione di materiali naturali e innovazione che caratterizza le famose scarpe che respirano. O ancora il classico Swatch, nato dalla crasi di swiss (svizzero) e watch (orologio), in cui la matrice svizzera del nome si fa metafora anche di precisione e puntualità.

Approcci diversi per marchi diversi. Tra chi fa leva su un’emozione e chi preferisce definire il plus del prodotto, ognuno di questi brand ha trovato nel naming il modo di esprimere la sua unicità.

Fonti: ninja marketing, il sole 24ore.





      

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