L’Art director ovvero recepire, inventare e invogliare.

Il secondo dei nostri focus sulle professioni del mondo della comunicazione, per capire cosa succede dietro le quinte di un’agenzia pubblicitaria.

Il mese scorso avevamo lasciato il nostro account nel momento in cui posava il brief sulla scrivania (spesso disordinata) dell’art director. Uno o due fogli Word, suddivisi per paragrafi e ordinati per punti, frutto di un attento lavoro di analisi e selezione, si trovano ora tra mille post-it, riviste, cartoline e appunti vari… è una metafora di ciò che accade ogni giorno in pubblicità, dove dati pratici come budget e obiettivi convivono con la fantasia e il caos, stimolandosi a vicenda.

Ora l’art director ha per le mani il brief, questa preziosissima scheda ricca d’informazioni fondamentali sull’azienda e sul prodotto da pubblicizzare. Sarà la sua bussola durante la fase creativa e per questo l’art director si prende del tempo per studiarla a fondo e recepire le indicazioni che contiene.

Una volta messi a fuoco gli obiettivi della campagna, l’identità del target e l’essenza del prodotto, l’art director può dedicarsi a ciò che sa fare meglio ovvero inventare. Dare vita a un concept, un’idea pubblicitaria che sappia valorizzare il prodotto e invogliare il target.

Ogni art director ha il suo metodo di lavoro e i suoi sistemi per accendere la creatività e farsi venire delle idee. Qualcuno disegna, altri appuntano qualsiasi immagine gli viene in mente, altri ancora procedono per associazioni. All’inizio si va a ruota libera, poi si screma il lavoro, raffinando e perfezionando il tiro.

Non dimentichiamo che l’art director è a capo di un team più vasto, composto da grafici, web designer e copywriter. Sono coloro che materialmente ‘producono’ la pubblicità, nel senso che realizzano le immagini, compongono le pagine web e scrivono i contenuti. A volte un concept nasce da un brainstorming, un momento di confronto libero e senza regole finalizzato proprio a far scaturire nuove idee. Altre è l’intuizione di un solo creativo, sempre mediata dall’esperienza dell’art director. È lui, infatti, che farà ‘diventare grande’ questa idea, seguendola fino alla realizzazione finale, e conferendo al messaggio lo stile visivo più adeguato. 

Non a caso, infatti, parliamo della figura dell’art director a conclusione del mese dedicato alla valorizzazione, la terza delle parole chiave che riteniamo fondamentali per una comunicazione aziendale di successo. Nessuno più di lui sa come fare bello un prodotto per far innamorare i clienti e nessuno più di lui è fondamentale per una pubblicità vincente.

 



      
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