EDITORIA ONLINE: LA DIMENSIONE CONDIVISA.
Informarsi, commentare, criticare, raccontare, consigliare. Con l’avvento del Web 2.0. non esistono più azioni separate, ma un solo attore sociale: il lettore-autore. Oggi la lettura ha perso la sua autoreferenzialità. È, piuttosto, la prima fase di un percorso volto alla rielaborazione di contenuti mediatici. La notizia esiste solo se entra nei dibattiti on-line ed è metabolizzata dal destinatario in maniera del tutto personale.
Chi riceve, crea. Il mondo editoriale deve tener conto delle rivoluzioni in atto nel processo di fruizione, al fine di valorizzarle dal punto di vista commerciale. Lo IAB Seminar, svoltosi a Milano ad aprile 2010, ha visto il mondo della comunicazione confrontarsi su queste tematiche con l’intenzione di sviluppare nuovi modelli di business.
Argomento centrale degli incontri è stato il rapporto tra social media ed editoria online. A supporto della discussione, un dossier di dati statistici sulle attività online dei navigatori in Italia e in Europa. Alcuni numeri? A febbraio di quest’anno 22,9 milioni di italiani hanno navigato in internet (fonte: Audiweb). Inoltre, 19 milioni di persone trascorrono almeno sei ore al mese sui social network e 14 milioni di utenti consultano le news online (fonte: Aegis Media Expert/Isobar su dati Audiweb powered by Nielsen Online).
Osservando la crescita esponenziale dei social media, ci si chiede come stia cambiando il concetto di contenuto. La risposta è semplice. A trasformarsi sono le modalità di fruizione delle informazioni. Stiamo assistendo ad un’evidente contaminazione tra mezzi di comunicazione: il commento espresso su internet alimenta il flusso informativo sugli altri media.
Dall’esperienza di IAB Seminar 2010 emerge come i social media siano sia competitor sia alleati dell’editoria. Il loro potere di influenzare il successo o la sfortuna di un contenuto online è ormai dimostrato. Secondo Layla Pavone - Presidente di IAB Italia e Managing Director di Isobar Communications - la socialità nel web è una fusione tra individualismo e collettiva definibile “indisocialismo”. In questo nuovo contesto, l’interazione è il punto decisivo dal quale partire per progettare nuovi contenuti.
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